Ci hanno bannati dai social: e adesso?

Una tematica di tendenza soprattutto ora, ma che spesso e volentieri è quasi all’ordine del giorno per chi si occupa di social network a livello professionale: trovarsi bannati dai social è una situazione spiacevole, che può compromettere buona parte della tua comunicazione. Ma come, e soprattutto, perché succede? Proviamo a rispondere a questa spinosa questione, iniziando facendo un piccolo passo indietro…

Bannati dai social: e ora?

Abbiamo già parlato a più riprese di quanto i social network siano, oggi più che mai, uno degli strumenti più potenti in termini di comunicazione ma non solo. I numeri del resto parlano chiaro: metà della popolazione mondiale li utilizza infatti in maniera attiva, con cifre sempre più impressionanti che non accennano a fermarsi (fonte: datareportal.com).

È perciò comprensibile come e quanto trovarsi bannati dai social sia più di un semplice fastidio: nelle ultime settimane se ne è parlato in lungo e in largo, e uno sguardo all’attualità ci restituisce un mosaico chiaro e delineato di quella che è la situazione in proposito.

Attualità e casi illustri

Sebbene non si tratti totalmente di fatti così eclatanti (e gli esperti del settore ne sanno qualcosa!) la questione di profili celebri bannati dai social sta monopolizzando l’attenzione del mondo nell’ultimo periodo. Per le ultime elezioni presidenziali negli Stati Uniti, così come tutto ciò che ne è conseguito, tali piattaforme sono state un vero e proprio campo di battaglia da entrambe le parti.

La vittoria del candidato democratico, e le conseguenti accuse di brogli perpetrate dalla controparte, sono state la goccia che ha fatto traboccare il vaso. Si potrebbe discutere in lungo e in largo su quando Donald Trump abbia sfruttato a suo favore le fake news durante il suo mandato presidenziale, ma ciò che conta nel nostro discorso è quel che è avvenuto nel dato momento. Twitter ha deciso infatti di prendere una posizione in proposito, contrassegnando i cinguettii del Presidente uscente con la seguente dicitura.

Di fatto Twitter ha così segnalato come potenziale fake news un post che, a un utente non informato a dovere, potrebbe apparire come una notizia proveniente da una fonte affidabile. In questo caso, le accuse mosse da Trump erano e si sono confermate in seguito prive di fondamento: la situazione, però, era tutt’altro che conclusa. Nelle settimane seguenti i vari organi istituzionali hanno attestato su tutta la linea la vittoria di Joe Biden, che sarebbe stata ufficializzata al Congresso in data 6 gennaio 2021.

L’ormai ex Presidente non ha però voluto darsi per vinto, utilizzando i social per invitare i suoi sostenitori a riunirsi per manifestare contro la presunta ingiustizia subita. Ciò che è successo, purtroppo, è noto a tutti e ha macchiato in maniera indelebile la storia della democrazia come la conosciamo.

Le conseguenze sono state, anche a livello di comunicazione, devastanti per The Donald: i social di Mark Zuckerberg (che ha dichiarato: «Riteniamo semplicemente troppo grandi i rischi di consentire al Presidente di continuare a usare i nostri servizi durante questo periodo») ne hanno inibito la pubblicazione per due settimane, e sono stati seguiti a ruota da tante altre piattaforme. Snapchat ha deciso di disattivare completamente l’account di Trump, mentre YouTube ne ha rimosso alcuni video dal canale ufficiale e Reddit ne ha bandito il gruppo di sostenitori “r/DonaldTrump”. La situazione, di base, è ora la seguente.

In realtà quanto successo non è una vera e propria novità: ciò che colpisce è senza dubbio il fatto che il soggetto coinvolto sia l’ex Presidente di una della nazioni più importanti al mondo, ma negli anni ci siamo trovati più volte di fronte a situazioni del genere con protagonisti alcuni personaggi illustri. Nel 2016, ad esempio, Twitter bannò l’account di PewDiePie (lo youtuber con più iscritti al mondo, ad oggi più di 108 milioni) per aver twittato in maniera inopportuna dicendo di essere in procinto di unirsi all’ISIS. Uno “scherzo” che è costato caro alla stella svedese, immediatamente bloccato dalla piattaforma.

Un paio d’anni prima fu la popstar Rihanna a vedersi sospesa per un breve periodo la pubblicazione sul proprio account Instagram, rea di aver postato una foto considerata “contenuto maturo” e perciò non adatta alla piattaforma. Discorso simile è quello legato a Chelsea Handler, attrice e comica americana tra i più illustri bannati dai social. Situazioni diverse, scaturite da motivazioni diverse: nessuno è al sicuro dunque? Non proprio, andiamo a scoprirlo insieme.

Una condotta da seguire

Lavorare quotidianamente su piattaforme del genere rende un professionista attento su quelle che sono le tematiche che, seguendo le linee guida delle stesse, impediscono di trovarsi bannati dai social. I servizi offerti da Zuckerberg, Dorsey, Hoffman e gli altri prevedono infatti dei codici di condotta ben precisi: la violazione di tali norme comporta perciò una pena, che va dalla sospensione fino alla definitiva cancellazione dei profili incriminati.

Prendiamo a titolo di esempio questo estratto dalla pagina Twitter dedicata alle norme sulla condotta che incita all’odio.

Non puoi promuovere la violenza contro altre persone, attaccarle o minacciarle sulla base di razza, etnia, origine nazionale, casta, orientamento sessuale, sesso, identità sessuale, religione, età, disabilità o malattia grave. Inoltre, non accettiamo account il cui scopo primario sia incitare le persone a nuocere ad altri sulla base di queste categorie.

Una lettura all’apposita pagina su LinkedIn, mostra la seguente direttiva.

Sei responsabile dei contenuti dei tuoi articoli, inclusi eventuali danni causati ad altre persone o subiti attraverso l’utilizzo di questo servizio. LinkedIn può limitare, sospendere o chiudere il tuo account e/o disabilitare i tuoi articoli in caso di violazione del Contratto di licenza.

Ogni singola piattaforma ha insomma le proprie regole, da seguire per evitare di essere bannati dai social a causa di comportamenti inopportuni. Certo conoscerle tutte è praticamente impossibile, ed è per questo che per la tua azienda è consigliabile investire in una collaborazione con delle figure esperte del settore: l’aiuto di un professionista può infatti rivelarsi un’arma davvero molto potente, accompagnandoti in tutte quelle situazioni quotidiane che potrebbero nascondere insidie di non poco conto. Come vedremo in seguito prevenire è meglio che curare, e l’appoggio di una o più personalità con competenze e conoscenze specifiche non può che giovare alla tua comunicazione. Qualunque sia il messaggio che intendi trasmettere.

Trovarsi bannati dai social, nel momento in cui si ha per le mani un’azienda da mandare avanti, è ben più di un semplice fastidio. Si va in sostanza a mettere in pausa, o addirittura a interrompere bruscamente, un progetto di comunicazione portato avanti magari per anni. Il tutto per una disattenzione o per un mancato controllo: sapere come muoversi insomma non è solo importante, è fondamentale.

Bannati dai social: come risolvere?

Le misure imposte dalle varie piattaforme portano a punizioni che, talvolta, possono rivelarsi irreversibili. In base alla gravità della violazione potrebbe infatti essere addirittura impossibile sbloccare un account, con conseguente perdita di tutte le informazioni e dello storico ad esso correlate.

In alcuni frangenti qualcosa si può però fare: nel momento in cui la pena è “lieve”, il tutto si va infatti a risolvere in autonomia in pochi giorni con la conclusione del periodo di stop. Se la violazione riguarda un singolo contenuto è poi probabile che il social di turno proceda con la semplice rimozione dello stesso, senza intaccare le restanti attività dell’account. In qualsiasi caso è comunque possibile rivolgersi all’apposita assistenza, spiegando la propria situazione e cercando di risolvere il tutto con il minor danno possibile.

Nonostante siano stati fatti grossi passi in avanti anche in questo senso, si tratta comunque di un punto a cui è meglio non arrivare. Tali piattaforme contano infatti decine e decine di milioni di richieste di assistenza ogni giorno, e pur potendo contare su risorse enormi è statisticamente molto difficile poter contare su un supporto che riesca realmente a risolvere la questione. Così come successo a te, anche moltissimi altri staranno lottando con il tuo stesso problema: ascoltare e rispondere a tutti è praticamente impossibile, ed è perciò che è consigliabile evitare di raggiungere quello che, per molti, può essere un punto di non ritorno.

Bannati dai social: prevenire è meglio che curare

Quello che vogliamo fare con questo paragrafo è rimarcare l’importanza di un concetto tanto basilare quanto fondamentale: prevenire è meglio che curare, soprattutto quando si tratta di una questione così importante e delicata. Come fare dunque per evitare di trovarsi bannati dai social?

Comportati bene e presta attenzione!

Conoscere le linee guida di cui abbiamo parlato nei paragrafi precedenti è solo l’inizio: esse vanno infatti seguite facendo attenzione anche e soprattutto a rimanere aggiornati in questo senso. I termini e le condizioni non sono infatti entità statiche, ma anzi sono soggetti a update e variazioni anche sulla base di normative che vanno oltre il solo scenario dei social media.

È perciò buona norma rimanere sempre sul pezzo, informandosi con costanza su quelle che sono le novità sul tema anche se all’apparenza potrebbero non riguardarti personalmente. Prendiamo ad esempio una situazione che potresti facilmente incontrare nella fase di promozione del tuo business sui social network. Hai per le mani un prodotto interessante, hai preparato un’offerta strepitosa e sai perfettamente a chi indirizzarla con la giusta inserzione. È fatta? No, perché c’è dell’altro a cui devi pensare:

  • Immagini, video e materiali che utilizzerai devono essere conformi alle linee guida
  • I testi non devono essere offensivi o fuorvianti, e devono evitare tematiche specifiche che potrebbero infastidire alcuni utenti
  • Devi stare attento a rivolgere il tuo messaggio a un pubblico che non possa in alcun modo venirne turbato: una segnalazione da parte di un utente scontento può infatti costarti molto, molto cara.

Un errore su uno solo di questi punti è una leggerezza che può portare alla sospensione della tua inserzione, ma anche a punizioni che arrivano fino a sospensione e cancellazione del tuo account pubblicitario.

La “fedina penale” sui social

Esistono infrazioni più o meno gravi? Sì, ma ciò non significa che si possa prendere sotto gamba la propria partecipazione interna al mondo dei social network. Essere bannati dai social è qualcosa che può avvenire sia direttamente che a seguito di diversi “strike”: la recidività, insomma, è un peccato da non commettere nella maniera più assoluta.

Ogni tuo profilo sui social dispone infatti di uno storico: una raccolta di quelli che sono stati le i tuoi movimenti sulla piattaforma durante il tuo periodo di attività sulla stessa. Di conseguenza mantenere una determinata condotta, evitando di incorrere in problematiche di vario genere, ti garantirà una “fedina penale” immacolata. Al contempo tante piccole violazioni, anche se provocate da distrazioni di poco conto, possono compromettere il tuo account in maniera irreversibile. È essenziale ponderare in maniera attenta cosa pubblicare e promuovere attraverso i propri canali, per evitare di rimanere bannati sui social e trovarsi perciò impossibilitati a comunicare con il proprio pubblico.

A livello di account pubblicitario è inoltre fondamentale tenere sott’occhio, nella gestione di campagne su Facebook, all’apposita sezione “Qualità dell’account“. Questa ti segnalerà infatti in maniera quantomai dettagliata eventuali problematiche legate alle tue inserzioni, informandoti su quando esse non rispettano le linee guida e sulle modalità per la richiesta di assistenza.

La questione etica

Alla base del comportamento sul web, non solo sui social network, deve sempre e comunque esserci un’etica chiara e definita. Agire senza secondi fini e semplicemente rispettando il buonsenso è perciò un ottimo punto di partenza, per una comunicazione che sia efficace ed efficiente allo stesso tempo.

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Le precitate questioni delle ultime settimane hanno poi sollevato dubbi e perplessità su quanto l’operato delle piattaforme, che hanno deciso di oscurare profili considerati pericolosi, sia più o meno etico. Anche senza entrare nel merito della questione, che è bene lasciare a organi e professionisti che realmente conoscono le dinamiche di quel tipo, è in ogni caso lampante come e quanto certi atteggiamenti non vadano presi sottogamba. L’etica deve essere alla base di ogni tua attività di comunicazione, sempre e comunque.

Bannati dai social: la checklist da seguire

Nel concludere questo articolo vogliamo lasciarvi con un piccolo regalo: una serie di consigli che, se applicati a dovere, possono costituire una buona base di partenza per comunicare sulle piattaforme che oggi più che mai sono al centro di questo mondo sempre in evoluzione.

Una checklist pratica e semplice, da salvare e da tenere sott’occhio per evitare di incorrere in situazioni spiacevoli come quelle raccontate in precedenza. Cosa si può fare dunque per evitare di finire bannati dai social?

  • Non ricorrere a “scorciatoie”: comunica sempre in maniera chiara e diretta con il tuo pubblico, senza prendere strade alternative che, spesso, possono rivelarsi solo più problematiche;
  • Conosci il tuo pubblico: prima di instaurare una conversazione è bene sapere a chi ti stai rivolgendo, per comprendere quali sono i temi che puoi o non puoi affrontare con il tuo target di riferimento;
  • Previeni: ricorrere all’assistenza può rivelarsi un processo lungo e talvolta inutile, è perciò meglio evitare di arrivare fino a tal punto scongiurando sin dal principio situazioni spiacevoli;
  • Sii etico: la correttezza nei modi e nella scelta delle parole dev’essere la tua base di partenza, sempre;
  • Sbagliando si impara: sui social è però meglio evitare di sbagliare, ricorda che stai parlando a un pubblico molto vasto e che ogni tuo errore rischia di essere amplificato;
  • Affidati a professionisti: figure che con la loro esperienza siano in grado di gestire e prevenire in maniera oculata.

Per qualsiasi domanda, chiarimento o per ottenere un preventivo non esitare a contattarci: noi di Monkey Theatre Studio siamo a tua completa disposizione, per soddisfare ogni tua richiesta e accompagnarti nella tortuosa strada della comunicazione digitale di oggi.

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