Social commerce: la “nuova” frontiera dello shopping online

Ormai non è più un mistero: il settore dell’e-commerce è e si sta affermando come uno dei più rilevanti all’interno dello scenario economico contemporaneo. Un’affermazione che passa da una continua fase di studio e affinamento delle pratiche, caratterizzata da grandi innovazioni che meritano di essere approfondite per rimanere sempre al passo con le tendenze del mercato. Il cosiddetto social commerce può considerarsi come una delle ultime evoluzioni in questa direzione, figlio dell’unione tra le ormai consolidate pratiche di acquisto online e la comunicazione perpetrata dai social network.

[Credits infografiche: We Are Social]

Parlare di nuova frontiera dello shopping online è forse eccessivo, ma allo stesso tempo è anche vero che molte realtà di vari settori non hanno ancora compiuto alcun investimento in questo senso: fattore che, per contro, mette chi decide di muoversi subito in una posizione di netto vantaggio competitivo. Partiamo però però dal principio: cosa intendiamo quando parliamo di social commerce?

Social commerce: che cos’è?

Prima di rispondere in maniera approfondita a quelli che sono gli interrogativi più comuni in tal senso, facciamo un passo indietro andando a spiegare perché una piattaforma e-commerce è così importante oggi. Forse più che mai. A dar credito a quanto detto troviamo infatti dati e statistiche specializzate, che mostrano una tendenza crescente di anno in anno. Ecco spiegato, in sette semplici punti tra presente e futuro, perché puntare su un e-commerce è un investimento vincente:

  • Un acquisto su quattro già oggi avviene online (Statista)
  • Un consumatore su tre afferma di acquistare online in media una volta a settimana (PwC)
  • Entro la fine del 2021, i proventi totali legati alle vendite online raggiungeranno i 4.9 trilioni di dollari. All’anno. (LTAM)
  • L’e-commerce dà il meglio su mobile: il 67.2% delle vendite digitali proviene proprio da tale fonte (eMarketer)
  • Il 44% dei consumatori ha provato nuovi brand durante l’emergenza legata al COVID-19 (Arlington)
  • Nel 2040, il 95% degli acquisti in senso assoluto avverrà online (Nasdaq)
  • Si stima che, nel 2021, 2.14 miliardi di persone effettueranno almeno un acquisto online (Statista)

Numeri da capogiro che mettono in evidenza quanto, al netto della costante evoluzione tecnologica, la presenza di un e-commerce è un elemento imprescindibile per chi ha qualcosa da vendere. Indipendentemente dal settore in cui opera.

Alle cifre in sovraimpressione ne aggiungiamo poi altre due: i social network possono contare su un bacino di utenza pari a 3.5 miliardi di persone in tutto il mondo, per una media di utilizzo pari a tre ore giornaliere (Oberlo). L’unione tra queste due realtà all’apparenza distinte tra loro, ma oggi separate da un confine sempre più sottile, ha dato vita al fenomeno social commerce: l’integrazione di una componente shopping all’interno dei canali di rete sociale.

Il tutto nasce dall’evoluzione del comportamento degli utenti online, sia in termini di interazione che per quanto riguarda la fase di acquisto. Il costante aumento del tempo trascorso su piattaforme di questo tipo ha fatto sì che le stesse, da Facebook a Instagram passando per tutte le altre, abbiano sviluppato soluzioni concrete in questa direzione. Vedremo tra poco e nel dettaglio quelle che sono le applicazioni pratiche del social commerce, che negli ultimi anni è andato ben oltre il ruolo di “semplice” integrazione tra contesti differenti. Il vero punto di forza è infatti nel ruolo ricoperto dalle persone, quantomai determinante per dar vita a un sistema potenzialmente inesauribile.

Social commerce: applicazioni pratiche (con esempi!)

Il tag dei prodotti nel social commerce

È da qualche anno ormai che, in quelle che sono a tutti gli effetti applicazioni pratiche a livello di social commerce, è possibile vedere su alcune piattaforme del genere delle vetrine di prodotti: quei riquadri ricchi di prodotti da acquistare presenti sul lato sinistro di una pagina Facebook, per capirci. Ecco, quella è stata una delle prime implementazioni in questo senso: col passare del tempo il tutto ha iniziato ad assumere forme ben più imponenti, andando a integrarsi direttamente ai contenuti condivisi sulle varie feed.

Un brand può insomma decidere di condividere un’immagine del proprio prodotto inserendovi all’interno un richiamo alla pagina dedicata al prodotto stesso: una soluzione ancora più semplice e immediata per coinvolgere l’utente all’interno dell’intero processo.

Il fattore creatività

Il tutto viene spesso proposto con un comparto creativo accattivante e capace di attirare subito l’attenzione del cliente, altro elemento da non sottovalutare e per il quale sono previste diverse soluzioni:

  • Caroselli di immagini
  • Foto statiche/collage
  • GIF
  • Video
  • Sondaggi

L’importante è, sempre e comunque, comunicare con un tono che sia allineato con quello da te scelto in fase di progettazione: noi di Monkey Theatre Studio possiamo aiutarti anche in questo senso, dando vita insieme a una strategia di comunicazione efficace ed efficiente a partire dalle fondamenta.

Swipe Up!

Altra integrazione da non sottovalutare è rappresentata dalle stories su Instagram: uno degli strumenti di social commerce più potenti tra quelli disponibili. Anche qui i numeri vengono in nostro aiuto: oltre 500 milioni di account utilizzano attivamente le stories ogni giorno, e circa il 90% degli iscritti alla piattaforma segue almeno un’azienda su Instagram (Instagram Business).

La funzione Swipe Up è a conti fatti una potenziale applicazione del social commerce: per gli account con più di 10.000 followers, o per i profili aziendali che intendono investire in una sponsorizzazione, è infatti possibile integrare all’interno delle storie un rimando diretto a un link esterno a Instagram. Nel caso in questione, questo collegamento potrebbe rimandare direttamente a una pagina prodotto o a una specifica porzione di catalogo: anche qui la creatività è fondamentale, in quanto bisogna capire come convincere l’utente a compiere una semplice ma quantomai efficace azione come lo Swipe Up.

Sarebbe dunque sbagliato affermare che il futuro dello shopping sia il social commerce. Il social commerce è, a conti fatti, il presente.

Social commerce: le piattaforme da non sottovalutare

Per mettere in atto una strategia di social commerce che sia efficace sotto tutti i punti di vista, esistono una serie di piattaforme che si vanno ad aggiungere a quelle utilizzate in misura più ampia: app, strumenti e progettazioni che possono in qualche modo dare manforte alla tua strategia, e che perciò meritano senza ombra di dubbio la tua attenzione. Pensiamo ad esempio a Pinterest, spesso considerato un canale di secondaria importanza ma, in realtà, un potenziale alleato capace di contribuire in maniera concreta a quelli che sono i risultati che puoi raggiungere. E questo vale soprattutto per determinati settori, come fashion e lifestyle, che risultano peraltro tra quelli di maggior interesse per la maggioranza del target che popola la piattaforma di Ben Silbermann.

Da non tralasciare, sempre per quanto riguarda il pubblico che sei interessato a raggiungere, l’idea di investire in una realtà come Twitter: anche qui il target deve essere in linea quello prefissato, in modo da veicolare sempre il messaggio giusto all’utente giusto. Discorso simile per quanto riguarda WhatsApp e i chatbot: due mezzi di comunicazione con cui interagire direttamente con i tuoi clienti, rispondendo a domande e fornendo informazioni e assistenza di ogni genere. Si crea in questo modo un legame sempre più marcato tra azienda e cliente, con l’opinione di quest’ultimo ad apparire sempre più centrale, come andremo a vedere nella prossima sezione.

Social commerce: il responso del cliente

In quest’ultima sezione andremo a parlare del ruolo ricoperto dall’utente, vera e propria colonna senza la quale il concetto di social commerce non avrebbe senso di esistere. Si potrebbero scrivere pagine e pagine su quanto ogni singola persona che naviga sul web oggi sia, di fatto, un frammento fondamentale nel mosaico di internet. Si stima infatti che più di 4 miliardi di persone al mondo utilizzino internet (Statista) andando perciò a costituire quella che, a conti fatti, è la community più grande che sia mai esistita. La comunicazione tra i vari soggetti non è che la naturale conseguenza di questo scenario, che mette in mostra quotidianamente innovazioni e avanzamenti di rilievo in questa direzione.

La figura del consumatore si è perciò evoluta: utilizzando terminologia derivante dalla lingua inglese, il “consumer” si è unito al “producer”, dando vita alla figura del “prosumer”. Quest’ultimo è in sostanza un utente attivo sul web a vari livelli: egli infatti agisce come consumatore, acquistando beni e servizi, ma anche come produttore di informazione con recensioni, raccomandazioni e contenuti di vario genere. Nell’ecosistema del social commerce il cliente va dunque a giocare un ruolo ancora più determinante, e anche qui i numeri forniscono una panoramica sufficientemente dettagliata.

  • Il 77% degli utenti legge recensioni online prima di acquistare (Business.com)
  • Il 54% utilizza i social per la ricerca di prodotti (GlobalWebIndex)
  • Il 71% dei consumatori diventa tale grazie alla raccomandazione di un amico, familiare o conoscente (Lyfemarketing)

L’interazione tra utenti è dunque molto importante e ciò che ne scaturisce, ovvero il consiglio trasmesso da una persona a migliaia di altre, va a produrre risultati tangibili su quello che è il tuo business: curare ogni aspetto e ogni singola attività delle tue piattaforme online è fondamentale anche per questo, e lo sta diventando sempre di più.

Nel momento in cui un cliente è estremamente soddisfatto (o insoddisfatto) del prodotto da te venduto, sarà più propenso a scrivere una recensione o a esprimere una valutazione in proposito: essa si andrà aggiungere a quelle degli altri utenti dando vita, infine, a una lista di opinioni reali che il tuo pubblico andrà a consultare prima di prendere una qualsiasi decisione. Attenzione soprattutto a un ultimo aspetto: le persone tendono a consultare con maggior attenzione le recensioni negative, alle quali dovrai perciò rispondere in maniera corretta e ponderata in modo da rimediare ad eventuali errori commessi.

Una strategia social commerce è dunque imprescindibile per emergere, affermarsi e consolidare la propria posizione all’interno del mercato di oggi. Noi di Monkey Theatre siamo sempre a tua disposizione, per darti una mano con questo e con tutti gli altri mezzi di comunicazione che possono far crescere in maniera concreta la tua attività. Per qualsiasi esigenza non esitare a contattarci!

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