Non aprite quell’e-commerce!

5 situazioni in cui il tuo business on-line potrebbe diventare un horror.

Non aprite quel ecommerce

E-COMMERCE: SOGNO O INCUBO?

 

Nel 2017, riporta Il Sole 24 Ore, l’e-commerce in Italia dovrebbe riuscire a mettere a segno una crescita intorno al 20%, raggiungendo così un valore di ben 23 miliardi. Un risultato a dir poco ottimo. Nella stessa direzione va una ricerca della Casaleggio Associati sullo stato del commercio elettronico nel Paese per l’anno passato, secondo cui nell’ormai lontano 2015 oltre 20 milioni di italiani hanno visitato almeno una volta un sito o una app di e-commerce.

Di fronte a dati così incoraggianti, verrebbe spontaneo buttarsi a pesce e aprire un e-commerce per espandere il proprio business. Ma è sempre e comunque una buona idea? O questa scelta può rivelarsi un errore madornale, proprio come quando nei film dell’orrore i protagonisti decidono di andare a curiosare in quella casetta abbandonata in mezzo al bosco, dicendosi: “Ma sì, tanto che vuoi che ci possa succedere di male”?

Le cose, in effetti, non sono sempre così facili. Aprire un negozio online rappresenta di sicuro un’ottima opportunità, se fai le cose per bene e se ti rivolgi a degli specialisti in grado di guidarti in questa nuova impresa. E grazie a questo nuovo canale di vendita potresti moltiplicare il tuo business, raggiungendo una clientela altrimenti fuori portata.

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Ma se ti avventuri nel mondo del commercio elettronico impreparato e privo del necessario equipaggiamento, è facile che questa “allegra scampagnata” si trasformi in un incubo senza via di uscita. Va bene, lo ammetto… sto un po’ esagerando, ma potrebbe davvero rivelarsi una scelta pericolosa.

Per evitare scivoloni, ecco una breve guida in cui ti spieghiamo in quali situazioni dovresti pensarci molto bene, prima di aprire un e-commerce.

Prima di iniziare però fai partire la sigla! 😉

1. APRIRE UN’E-COMMERCE PERCHÉ LO HANNO GIÀ FATTO I TUOI CONCORRENTI

Ecco, questo è un po’ l’equivalente di dire: siccome tutti quanti si sono avventurati in quella caverna buia, allora mi ci fiondo anch’io, senza preoccuparmi di avere con me una torcia, l’abbigliamento giusto e magari anche un’arma per difendermi. Se gli altri vanno in quella direzione, in effetti è probabile che al termine del cammino ci sia una ricompensa. Ma siamo in grado di riuscire ad arrivarci?

Il punto è che devi capire se sei in grado di reggere la concorrenza di chi si è mosso prima di te e ha già un’idea di come funziona l’ambito del commercio elettronico. Insomma, se hai tutto l’equipaggiamento necessario – e magari anche una guida – per stare al passo con i tuoi avversari. In questo caso, aprire un e-commerce per la tua attività può essere una buona idea.

Ma se soddisfi almeno una (se non due o tutte e tre) di queste condizioni:

  1. Puoi offrire gli stessi prodotti della concorrenza a prezzi inferiori
  2. Hai individuato un’area e dei bisogni del target che solo tu sei in grado di soddisfare (insomma, sei in grado di ritagliarti una nicchia)
  3. Hai una strategia solida e un budget sufficiente per partire all’attacco con armi pesanti… dopotutto gli altri già si sono posizionati, la prossima mossa sta a te!

 

2. APRIRE UN E-COMMERCE PERCHÉ TANTO NON SI SPENDE UN SOLDO

Hai presente quando in un horror un personaggio sente una vocina sinistra che lo invita ad aprire una certa porta, e lui puntualmente lo fa, cacciandosi tra le fauci del mostro? Ecco, è quello che ti può succedere se ascolti la “vocina sinistra” di certi consulenti e agenzie poco seri che invitano le aziende ad aprire un e-commerce senza avvertirle di tutti i rischi.

È vero che, grazie a strumenti “pronti all’uso” e di facile personalizzazione (leggi: WordPress + WooCommerce: la combinazione perfetta), i costi per creare una piattaforma e-commerce di base sono piuttosto contenuti. Ma se ti limiti ad aprire uno shop online senza dirlo a nessuno, è come se aprissi un negozio reale in un vicolo buio in cui non passa anima viva, senza montare nemmeno un’insegna luminosa e posizionare dei cartelli che dicano ai clienti dove trovarti.

Il problema, insomma, è farti notare. Ecco quindi che subentrano tutta una serie di spese legate alla promozione, che in un mercato sempre più affollato e competitivo possono farsi importanti. Le attività SEO, ovvero di ottimizzazione di un sito e dei suoi contenuti perché siano trovati sui motori di ricerca, hanno un loro costo. Così come non è certo gratuita la pubblicità su Adwords e sui social, Facebook in primis.

Adwords di Google, ad esempio, funziona secondo un sistema “ad asta”: chi è disposto ad offrire di più per vedere la propria pagina pubblicizzata in concomitanza con una certa ricerca, si aggiudica l’asta. E in settori dove la concorrenza è agguerrita questo porta a un CPC (costo per click legato a ogni annuncio) molto alto.

Quindi o hai un budget adeguato, o forse un e-commerce non è la soluzione che fa per te. A meno che tu non voglia semplicemente offrire un servizio extra ai clienti che già hai, che possono così ordinare i loro prodotti preferiti anche online, magari ritirandoli poi in negozio. O a meno che tu non parta già con una fan base ampia e con una presenza consolidata sui social, nel qual caso hai già a tua disposizione un buon canale promozionale.

3. APRIRE SOTTOVALUTANDO I PROCESSI COLLEGATI A UN E-COMMERCE

Qui siamo alla classica botola nascosta in mezzo a una stanza: non te ne accorgi finché ormai non è troppo tardi. Abbiamo già visto al punto uno, infatti, come sia necessario partire per la propria spedizione con un equipaggiamento adeguato e avendo già in mente quali sfide dovremo affrontare e quali trappole evitare.

Se vuoi aprire un e-commerce, devi già sapere quali sistemi di spedizione rendere disponibili al cliente e soprattutto a quale corriere (o a quali, perché in alcuni casi possono convenire delle “soluzioni miste”) affidarti per non avere brutte sorprese.

Potrebbe venire spontaneo affidarti subito al corriere più economico, ma se poi questo è solito combinare casini, magari perdendosi pacchi nel fondo di un magazzino o facendoli viaggiare all’infinito, rischi di perdere in rimborsi più di quello che hai risparmiato. E ancora, è necessario essere preparati a gestire dei resi, non sono affatto infrequenti quando si gestisce un e-commerce.

Inoltre, è probabile che prima o poi sorga qualche problema, o semplicemente che qualcuno abbia bisogno di un’informazione: in questi casi, è fondamentale una figura che si occupi della gestione dei clienti, prima che questi, in preda all’esasperazione, si trasformino in mostri assetati di sangue… il tuo!

Non va poi dimenticata la questione dei sistemi di pagamento, che devono essere facili da usare per non scoraggiare i potenziali clienti, ma anche e soprattutto sicuri e affidabili, visto che chi compra sul tuo shop online ti sta affidando dati sensibili come ad esempio quelli relativi alla carta di credito.

Il rischio di frodi informatiche è concreto, per cui è necessario fornirsi di strumenti di protezione con appositi plugin e un certificato SSL e utilizzare protocolli sicuri come l’https. Se ti sembrano solo sigle a caso, non ti preoccupare: affidati a dei professionisti e sapranno come difenderti dai vampiri del web.

4. APRIRE UN E-COMMERCE PERCHÉ NON RICHIEDE TEMPO E COMPETENZE

In un horror, gli individualisti sono destinati a durare poco. Una delle regole d’oro del genere è: gira in gruppo, così avrai qualcuno a guardarti le spalle. E questo vale anche per un e-commerce: non riuscirai mai a gestirlo da solo, soprattutto se hai già un’attività “fisica” a cui pensare. Certo, a meno che tu non riesca a costruire una macchina – più che da cinema dell’orrore, di fantascienza – in grado di sdoppiarti.

Per uscirne vivo, hai bisogno di professionisti che sappiano innanzitutto come si costruisce un e-commerce ben funzionante e che lo tengano costantemente aggiornato, assieme a tutti i plugin necessari al suo funzionamento, evitando che si creino falle di sicurezza o conflitti fra i vari componenti che potrebbero rendere lo shop inutilizzabile.

È inoltre importante che chi ti aiuta conosca tutti gli obblighi e gli adempimenti fiscali necessari per vendere online… anche perché se hai un’attività saprai molto bene che in Italia la burocrazia è molto simile a un’antica divinità tentacoluta assetata di sacrifici.

Serve poi qualcuno che si occupi di tradurre la tua offerta in un catalogo online, creando tutte le schede prodotto con relative descrizioni e specifiche e tenendole aggiornate nel tempo, per evitare ad esempio di lasciare in vendita oggetti o servizi che in realtà non proponi più, o magari al prezzo di sei anni prima. Si tratta di un lavoro ingrato e che assorbe una notevole quantità di tempo, soprattutto se hai un catalogo molto ampio, ragion per cui affidarlo a qualcun altro significa poterti dedicare a faccende più importanti.

Per finire, ti servirà qualcuno che si occupi di pianificazione e di promozione. Qualcuno che conosca già il “territorio pericoloso” in cui ti stai avventurando e sappia quali strategie mettere in atto per raggiungere i risultati sperati e, soprattutto, non uscirne con le ossa rotte.

5. APRIRE PENSANDO DI DIVENTARE IL NUOVO AMAZON CON I SOLDI DEL MONOPOLI

Se pensi di affrontare un lucertolone alto come un grattacielo con una fionda e un pugno di sassi, il tuo destino è segnato: ti ritroverai presto ridotto a una schiacciatina. È vero, la storia del web è piena di racconti di persone che col solo ingegno e un pugno di soldi sono riuscite a costruire grandi fortune. Ma molti di questi racconti sono semplici leggende, mentre quelli che hanno qualcosa di vero sono rare eccezioni.

Molti di più sono i casi di chi si è scontrato con la dura realtà. Meglio allora partire con degli obiettivi realistici e rendersi conto di quello che si è in grado e quello che invece non si è in grado di fare con le risorse a disposizione.

Il punto è che devi essere consapevole di questo: aprire un e-commerce è un investimento, e in quanto tale richiede tempo, impegno e anche denaro. Non necessariamente tanto, se i tuoi obiettivi sono “ragionevoli”. Quel che conta è che tu non ti aspetti di avere trovato l’albero delle monete d’oro.

Quando in un film horror c’è qualcosa di “troppo bello per essere vero”, di solito c’è dietro una fregatura sotto forma di clown assassino o di serial killer armato di motosega. Diffida di chi ti dice che aprendo un e-commerce farai soldi facili in poco tempo. Affidati invece a chi ti spiega che si possono ottenere dei buoni, se non addirittura ottimi risultati, ma con il giusto lavoro e con i giusti mezzi.

IN CONCLUSIONE: COME E QUANDO APRIRE UN E-COMMERCE?

Detto questo, non spaventarti: non ti trovi davvero dentro un film dell’orrore. E se ti stai chiedendo se è il caso di aprire un e-commerce, ecco… dipende. Dal tuo tipo di attività, dal mercato in cui operi, dalle risorse a tua disposizione e dai tuoi obbiettivi. E soprattutto fallo solo se ti sono ben chiari i punti precedenti.

Ma, ancora più importante del se, è il come. Se decidi di aprire un e-commerce, fai le cose per bene.

Rivolgiti a dei professionisti del settore seri e affidabili, che non cerchino solo di venderti soluzioni facili, ma che sappiano consigliarti su quello che è effettivamente meglio per te. Saranno loro a dirti se ti conviene fare il grande passo e in che modo muoverti per ottenere il massimo da un’ottima opportunità come il commercio online.
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